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Internazionale a Ferrara 2019

Giornalisti e autori da tutto il mondo arrivano a Ferrara per una serie di conferenze e incontri gratuiti. Informazione e attualità, economia e letteratura, fumetti e fotografia: 240 ospiti, 31 paesi, 60 testate giornalistiche e 120 incontri. Per conoscere il mondo e cercare di capirlo.

Dal 4 al 6 ottobre si terrà la tredicesima edizione di “Internazionale a Ferrara”, una delle iniziative più significative del panorama culturale italiano. L’intento del festival è quello di ricreare dal vivo un intero numero di Internazionale, con la presenza di giornalisti, scrittori e redattori che collaborano con il settimanale.

Organizzato da Comune di Ferrara, Provincia di Ferrara, Università degli Studi di Ferrara, Internazionale e Arci Ferrara, insieme alla Regione Emilia-Romagna, alla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara e all’Associazione IF, il festival rispecchia la linea editoriale della rivista che pubblica ogni settimana i maggiori nomi del giornalismo e della cultura internazionale. Roberto Saviano, Amira Hass, Arundhati Roy, Marjane Satrapi, Noam Chomsky, Lucia Annunziata, Gad Lerner, Daria Bignardi, Dana Priest, Hu Shuli sono solo alcuni degli ospiti ospitati nel corso degli anni a Ferrara.

La manifestazione, ospitata nei prestigiosi spazi del centro storico di Ferrara nel rispetto della sostenibilità ambientale e dell’accessibilità per tutti, affronta tematiche di grande attualità e di rilevanza sociale, economica e politica, in grado di suscitare l’interesse e il coinvolgimento di un pubblico sempre più numeroso.

Altre info su: https://www.internazionale.it/festival

Ferrara Balloons Festival 2019

Ferrara Balloons Festival è il più importante Festival delle mongolfiere in Italia e uno dei più prestigiosi d’Europa.

Nel 2017 oltre 90.000 visitatori hanno potuto godere dello spettacolo offerto dai “giganti dell’aria” e delle molteplici attività programmate presso il parco urbano G.Bassani di Ferrara.

Nato tredici anni fa da Provincia e Comune di Ferrara, è un evento di intrattenimento che include manifestazioni aerostiche, sportive, culturali e di spettacolo, incontri e animazioni a due passi dal centro storico di Ferrara, gioiello del Rinascimento e Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

La strategia perseguita fin dall’inizio è stata quella di attivare importanti partnership con soggetti privati e di coinvolgere il tessuto imprenditoriale locale allargando la partecipazione a tutte le realtà associative, culturali e sportive ferraresi. É grazie a queste collaborazioni che il Festival è cresciuto di anno in anno acquisendo contemporaneamente una dimensione internazionale e una forte identificazione locale.

Quest’anno ritorna regalandoVi emozioni indimenticabili!

Per info: www.ferrarafestival.it

Ferrara Buskers Festival 2019

I ritmi e le melodie del mondo conquistano la capitale della musica di strada per la prima domenica del Ferrara Buskers Festival (oggi 25 agosto), la 32° Rassegna Internazionale del Musicista di Strada che colorerà di note e suoni del pianeta la città estense fino al 1° settembre, tranne il 26 agosto quando i musicisti si esibiranno a Cesenatico.

Dopo l’apertura dell’ideale sipario ferrarese il 24 agosto e le anteprime di Mantova e Comacchio, i 20 gruppi di musicisti invitati suoneranno “a cappello” tra le piazze e le vie del centro storico dalle 18 alle 24, in uno spazio pedonale di circa 200mila metri quadri. Poi, a partire dalla mezzanotte, da non perdere le Notti Buskers, nel cortile del Castello Estense.

Quest’anno i luoghi dedicati agli spettacoli sono stati ampliati, al fine di una più vasta riqualificazione culturale degli spazi urbani. L’area del festival è stata dunque idealmente suddivisa in zone tematiche, che si integrano con le postazioni dedicate ai 20 gruppi di musicisti invitati (cartelli verde Tiffany) e alle tante formazioni di artisti accreditati (cartelli fucsia) che si alternano sul palcoscenico open air della città, in un percorso multisonoro che gli spettatori possono seguire come preferiscono. Piazza Verdi è il luogo dei ‘Buskers in FE’ in cui si esibiscono i musicisti di strada che si sono formati a Ferrara grazie al Festival, in piazza Repubblica c’è l’Area Bimbi, in piazza Gobetti i Pittori e Pitturini, l’area dedicata alla street art e ai ritrattisti, piazza Carbone è dedicata alla Magia & Incanto con gli esoterici e i professionisti delle arti della magia, viale Cavour è lo spazio per le Buskers Big Band.

Domenica 25 agosto, gli spettacoli previsti nell’asse tra corso Giovecca e viale Cavour saranno spostati in parte nei Giardini di Viale Cavour (dove c’è l’area Food Truck) e in parte in piazza Cortevecchia, per consentire la riapertura della strada in concomitanza della partita di calcio della Spal.

Il Castello Estense è il cuore pulsante del Ferrara Buskers Festival. Qui i visitatori potranno ammirare la mostra dedicata ai manifesti storici e l’esposizione del maestro liutaio Michele Sangineto che ha costruito strumenti musicali sulla base dei disegni di Leonardo da Vinci, il quale domenica 25 sarà intervistato dal giornalista Corrado Magnoni per “Storie di Buskers”, ciclo di incontri dedicati ai protagonisti della manifestazione e alla vita da musicista di strada.

In occasione del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, si terrà un laboratorio a tema il 25 agosto e il 1° settembre nella cornice del Castello Estense, ideato dall’associazione culturale Arte.na dal titolo “Quel genio di Leonardo” con Daniela Morganti: i bambini e i loro genitori potranno compilare un activity book sul genio leonardesco.

Per maggiori info: https://www.ferrarabuskers.com/it/

Ferrara sotto le Stelle 2019

Un ricco calendario di appuntamenti importanti, che spaziano all’interno di tutta la musica contemporanea.

Nato nel 1996 e ben presto riconosciuto come uno dei festival estivi più qualificati in Italia, Ferrara sotto le Stelle presenta ogni anno importanti nomi della musica italiana e internazionale, spaziando fra autori di fama mondiale e giovani talenti emergenti, senza distinzioni di generi.

Ferrara sotto le Stelle non ha mai fatto mancare all’estate ferrarese un’occasione per vivere la grande musica attraverso performance uniche in Italia. L’immagine del grande palcoscenico all’ombra del Castello Estense è diventata l’emblema della rassegna.

Il programma completo.

Il Rinascimento parla ebraico

L’esposizione, a cura di Giulio Busi e Silvana Greco, affronta uno dei periodi cruciali della storia culturale della Penisola, decisivo per la formazione dell’identità italiana, svelandoci un aspetto del tutto originale, quale la presenza degli ebrei e il fecondo dialogo culturale con la cultura cristiana di maggioranz.
Opere pittoriche come la Sacra famiglia e famiglia del Battista (1504-1506) di Andrea Mantegna, la Nascita della Vergine (1502-1507) di Vittore Carpaccio e la Disputa di Gesù con i dottori del Tempio (1519-1525) di Ludovico Mazzolino, Elia e Eliseo del Sassetta, dove spuntano a sorpresa significative scritte in ebraico. Manoscritti miniati ebraici, di foggia e ricchezza rinascimentale, come la Guida dei perplessi di Maimonide (1349), acquistato dallo Stato italiano meno di un anno fa. O l’Arca Santa lignea più antica d’Italia, mai rientrata prima da Parigi, o il Rotolo della Torah di Biella, un’antichissima pergamena della Bibbia ebraica, ancora oggi usata nella liturgia sinagogale.
Nel Rinascimento gli ebrei c’erano ed erano in prima fila, attivi e intraprendenti. A Firenze, Ferrara, Mantova, Venezia, Genova, Pisa, Napoli, Palermo e ovviamente Roma. A periodi alterni accolti e ben visti, con un ruolo non secondario di prestatori, medici, mercanti, oppure oggetto di pregiudizio. Interpreti di una stagione che racchiude in sé esperienze multiple, incontri, scontri, momenti armonici e brusche cesure. Il MEIS racconta per la prima volta questo ricco e complesso confronto.
Ricostruire tale intreccio di reciproche sperimentazioni significa riconoscere il debito della cultura italiana verso l’ebraismo ed esplorare i presupposti ebraici della civiltà rinascimentale. E significa ammettere che questa compenetrazione non è sempre stata sinonimo di armonia, né di accettazione priva di traumi, ma ha comportato intolleranza, contraddizioni, esclusione sociale e violenza ai danni del gruppo ebraico, impegnato nella difficile difesa della propria specificità.
Con questa nuova narrazione, valorizzata dalla coinvolgente scenografia dello studio GTRF di Brescia, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara segna un passaggio cruciale della propria offerta al grande pubblico. Non solo perché la mostra costituisce un ulteriore capitolo del racconto dell’ebraismo italiano (dopo quello sui primi mille anni, oggi trasformato in prima parte del percorso permanente), ma anche perché questa nuova sezione tocca il cuore della missione del MEIS: testimoniare il dialogo complesso ma possibile, talvolta fruttuoso, pur non privo di ombre, tra minoranza e maggioranza. Una lezione preziosa che l’Italia raccoglie dalla sua storia per offrirla al presente, a un’Europa sempre più multiculturale e chiamata a interrogarsi sulle proprie radici.

Il Rinascimento parla ebraico è organizzato dal MEIS, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara e dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane – UCEI.
Il biglietto è valido per tutto il percorso espositivo (mostre sui primi mille anni di ebraismo italiano e sul Rinascimento), per lo spettacolo multimediale Con gli occhi degli ebrei italiani, per Lo Spazio delle Domande, il Giardino delle Domande e il docufilm Eravamo Italiani sui sopravvissuti italiani alla Shoah.
Catalogo bilingue Silvana Editoriale.

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